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Trento verso il VOIP grazie ad Asterisk
La città di Trento ha deciso di implementare per tutti i suoi uffici un sistema VOIP basato su Asterisk. Il sistema collegherà tramite la nuova tecnologia circa 1800 impiegati e, allo stato attuale, già 1100 telefoni sono stati rimpiazzati. Le motivazioni di questo passaggio si basano solo in parte sui costi: ogni anno la città spende 30.000 euro solo per l’affitto delle linee a cui si aggiungono circa 60.000 euro per la manuntenzione; senza contare che in caso si debbano effettuare delle operazione anche semplici, come spostare un telefono o una linea, si deve pagare una cifra pari a circa 140 euro. L’adozione della tecnologia di Asterisk invece dovrebbe ridurre già solo i costi di manuntenzione a circa 20.000 euro all’anno. Roberto Resoli, responsabile di questo passaggio per la città, dimostra di avere le idee molto chiare su quali siano i vantaggi e gli svantaggi del passaggio ad una tecnologia basata su open source: innanzitutto avverte le altre pubbliche amministrazioni che volessero procedere ad una scelta simile che prima di tutto è necessario che venga fornita ai dipendenti la conoscenza per utilizzare le nuove tecnologie: “la libertà e la sicurezza aggiunta dell’open source ha un prezzo. Devi capirne il suo funzionamento oppure potresti correre dei rischi.” Allo stesso tempo dichiara però che il vantaggio vero e proprio dell’Open source non è solo nei costi ma proprio nella possibilità di conoscenza che invece è impossibile per i sistemi proprietari dove di fatto non si può conoscere cosa avviene all’interno del codice. Il passaggio all’Open Source non riguarda solo i telefoni; Resoli e la città di Trento si stanno muovendo per un passaggio a tutto campo: ” Tutte le infratrutture che possiamo cambiare, senza troppo impatto per gli utenti, vengono cambiate con sistemi Open Source. Questo fa risparmiare, ma d’altro canto, l’open source è anche più sicuro da usare. Questi server (…che utilizzano software libero ndr) non sono scatole nere di codice proprietario, e quando ci sono delle istanze di sicurezza possono essere risolte o velocemente sostituiti.” Trento dimostra di essere una città moderna attenta alle nuove tecnologie senza incappare però in facili illusioni: l’implementazione dei software liberi avviene in piena coscienza dei limiti che possono avere e puntando sopratutto su una completa formazione degli utenti. Ci sembra molto importante il fatto che la città preferisca l’Open Source non solo su base economica ma sopratutto per quanto riguarda la sicurezza che in effetti è una delle caretteristiche più importanti dei codici aperti. Le città di Grosseto, Udine, Padova, Firenze che come Trento hanno dato il via a progetti Open source ne hanno scoperto subito i benefici e ora sono in stretto legame tra di loro per continuare su questa strada.
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